come progettare una casa passiva in Italia – arch. Bart Conterio


www.0-co2.it

Allo stato attuale della tecnica le costruzioni ad alta efficienza energetica sono rappresentate dalle “case passive” che, applicando, ad esempio, lo standard di origine tedesca “passivhaus”, sono edifici che hanno un fabbisogno energetico del riscaldamento non superiore a 15 kWh/mq/anno ( lo stesso dicasi per il raffrescamento estivo): per comprendere meglio l’alto standard di efficienza energetica richiesto, si può prendere come riferimento la situazione italiana, in cui, in media, un abitazione consuma per il riscaldamento 106 kW/mq/anno  e 160 kW/mq/anno per l’insieme dei consumi domestici.

Tuttavia i  criteri progettuali di un edificio ad alta efficienza energetica per lo più sviluppati, sperimentati e messi a punto nei paesi dell’Europa centrale e settentrionale (in cui la priorità è costituita dal contenimento delle dispersione del calore nella stagione invernale), devono essere adeguatamente ponderati, rivisitati ed adattati al clima temperato-mediterraneo, poiché, alle nostre latitudini,  è fondamentale risolvere il problema del surriscaldamento estivo e del conseguente contenimento energetico delle spese di condizionamento, così come annunciato dalla direttiva  2010/31/UE. Infatti in tale area climatica l’involucro edilizio di una costruzione ad alte prestazioni energetiche, dovrà non solo garantire la riduzione delle perdite di calore verso l’esterno e lo sfruttamento dei guadagni di energia solare in inverno, ma dovrà anche assicurare la protezione dagli apporti solari estivi e, soprattutto, il controllo e lo smaltimento adeguato degli apporti di calore gratuiti interni.

Più nel dettaglio,  le case passive costruite in Europa adottano prevalentemente  la tecnologia delle pareti multistrato leggere (pareti stratificate a secco con la tecnologia S/R, pareti in legno, etc)  con un pacchetto costituito, quasi totalmente, da isolanti termici ad elevato  spessore (anche 20-30 cm), a basso peso specifico e quindi a bassa massa di accumulo, al fine di ottenere valori di trasmittanza termica molto bassi (inferiori comunque a 0,15 W/mqK). E’ comunque da considerare che tali tecniche di super-isolamento, trovano indicazione soprattutto in zone a carattere continentale dove i consumi per il riscaldamento invernale prevalgono nettamente su quelli per il raffrescamento estivo. Inoltre, mentre nel periodo invernale il requisito principale è la protezione del trasferimento del calore dagli ambienti interni all’esterno, durante il periodo estivo, uno dei requisiti è quello dello smaltimento, di notte, del sovraccarico termico accumulato durante il giorno: purtroppo, questa tipologia di involucro “iperisolata”, essendo caratterizzata da una bassa massa termica e quindi da una limitata inerzia termica, non pemette di “scaricare” adeguatamente nelle ore notturne, il calore accumulato durante il giorno innescando, così, un  processo di surriscaldamento. In area climatica mediterranea tale fenomeno di sovraccarico termico risulta molto spesso irreversibile se non vi è,  nella costruzione,  un perfetto controllo delle fonti di irraggiamento solare (effetto serra) ed una adeguata gestione degli apporti gratuiti di calore all’interno dell’edificio. (persone, elettrodomestici ed apparecchiature elettriche, illuminazione artificiale, etc). Oltretutto, con questa tipologia di involucro non è possibile sfruttare i benefici dei sistemi passivi di riscaldamento, vista la limitatezza e, alcuni casi, la totale mancanza, di superfici dotate di massa di accumulo termico in grado, quindi, di accumulare il calore quando necessario, per poi  distribuirlo agli spazi interni quando l’effetto del guadagno solare cessa. Anche per quanto riguarda il raffrescamento passivo, la massa di accumulo termico appare necessaria in quanto potrebbe essere sfruttata come vero e proprio pozzo termico.    

A questi inconvenienti si è cercato di porvi rimedio mediante l’adozione elementi strutturali dotati di massa di accumulo termico (come ad esempio solai, pavimenti, corpi scala in cemento armato, etc)  e/o l’impiego nella stratificazione delle tamponature esterne, di  materiali dotati di una maggiore densità e/o calore specifico (ad esempio  pannelli in legno massiccio tipo X-LAM, lana di legno e fibra di legno ad alta densità, fibra di legno mineralizzata, fibre di cellulosa o canapa, etc): Ma il ricorso a tali soluzioni, anche se in alcuni casi consente di raggiungere degli ottimali valori di trasmittanza termica periodica  e dei valori di sfasamento ed attenuazione più che accettabilinon permette, comunque, di raggiungere degli adeguati valori di massa termica (=>330 kg/mq),  di capacità termica areica interna periodica e di ammettenza interna estiva:  infatti un involucro edilizio caratterizzato da una scarsa ammettenza interna e da una insufficiente capacità termica areica interna periodica, (che in parole povere rappresenta la capacità di un componente edilizio di accumulare i carichi termici provenienti dall’interno) può innescare, all’interno dell’edificio, dei fenomeni di surriscaldamento sia nella stagioni estive che nelle stagioni intermedie, (soprattutto  in ambienti con  alto indice di affollamento) e, quindi, delle condizioni di discomfort termico….. leggi l’articolo completo

This entry was posted in bioedilizia, casa passiva, efficienza energetica, passive house, passivehouse, passivhaus and tagged , , , , , , , , , , , , by Bart Conterio. Bookmark the permalink.

About Bart Conterio

Sono un bioarchitetto ed opero da oltre 25 anni nel settore specialistico della bioecologia dell'abitare, della salute, del benessere e dell'ambiente (abitare sostenibile, architettura bioclimatica, bioedilizia ed architettura del benessere, edilizia ad alta efficienza energetica) e dell' Hospitality & Wellness Design mediante un approccio progettuale "eco-minimalista" che esalta il valore della semplicità (.....doing more with less). Ho realizzato diversi interventi, sia in Italia che all’estero, prevalentemente nell’ambito della bio-edilizia residenziale, della progettazione turistico-ricettiva, ospitalità e benessere (hotel, eco B&B, bio-resort, SPA, wellness center, beauty farm) e del restauro architettonico di edifici di pregio storico-artistico, (dimore storiche, palazzi d'epoca, masserie) maturando una notevole esperienza di cantiere. Da diversi anni conduco ricerche sui temi della bioarchitettura olistica rivolta al miglioramento del benessere psicofisico e della salute, (Architettura del Benessere) dell’architettura bioclimatica in clima CSA ( clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva ) e dell'edilizia ad altissima efficienza energetica in zona climatica mediterranea ( nZEB, ovvero "edifici ad energia quasi zero", case in classe A4, case passive, Passivhaus, edifici Energy Plus, case solari per climi temperati ), progettando soluzioni innovative in grado di garantire un’alta qualità abitativa, soprattutto in termini di comfort, a costi estremamente accessibili. Alcuni dei miei progetti sono stati pubblicati sulle seguenti riviste e pubblicazioni di settore: Ottagono, Modulo, Abitare, Suite, Hotel Domani, Condé Nast-Traveller, Detail, Vogue, Time, Forbes, Cosmopolitan, Vanity Fair, World of Interior, Wall Street Journal Magazine, New York Times, Luxury Travel Magazine, WWD, AD, Biocasa, Turismo d’Italia, Code, Bravacasa, Ambiente Casa, Case architetture, Impianti Building.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...