DIOSSIDO DI TITANIO: Proposta di classificazione come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i

nel settore edilizio le nanoparticelle di  diossido di Titanio vengono impiegate prevalentemente nel calcestruzzo, nelle malte auto-riparanti,  nei cementi e pitture fotocaltalitiche, nei rivestimenti in ceramica o gres con caratteristiche antibatteriche e/o autopulenti,  nei manufatti per coperture, negli asfalti,  betoncini stradali e pavimentazioni autobloccanti di cemento con funzione “antismog”,    nelle pitture fotocatalitiche,  nei rivestimenti (sequestranti NOx),  nei pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, nei PCM (materiali a cambiamento di fase) aerogel, nanolaser,  nanoisolanti, film sottili,  nell’acciaio per migliorare la corrosione, nel legno per migliorare la resistenza agli UV e all’umidità, nei materiali compositi in legno-plastica, sui vetri come prodotti autopulenti, antigraffio, anti UV, o per migliorare le prestazioni termiche.

Purtroppo, L’International Agency for Research on Cancer ha già classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno per gli umani , classe 2b, se inalato:

https://monographs.iarc.fr/ENG/Publications/techrep42/TR42-4.pdf 

 http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol93/mono93-7.pdf

a fine maggio 2016, nell’ambito dei regolamenti dell’Unione europea,  è stata ufficialmente attivata la procedura di “Proposta di classificazione ed etichettatura relativa al processo di armonizzazione” per il biossido di titanio come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i. La proposta avviata dalla Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail francese nel 2014 potrebbe dopo 18 mesi di consultazione (novembre 2017) comportare l’adozione di restrizioni specifiche nell’utilizzo del biossido di titanio, specie in forma nano.
Per ulteriori infirmazioni vedi: ANSES’s proposal for titanium dioxide to be classified as carcinogenic by inhalation submitted for public consultation https://www.anses.fr/fr/node/122801

EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE DEGLI EFFETTI SULLA SALUTE DELLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI AD ALTA FREQUENZA

prof. ANGELO GINO LEVIS

Già Professore Ordinario di Mutagenesi Ambientale presso l’Università di Padova, Membro della Commissione Oncologica Nazionale, membro IARC (International Agency for Research on Cancer), fondatore ICEMS (International Commission for the Electro-Magnetic Safety). 

SECONDO LE LINEE GUIDA OMS (IRPA,1984;ICNIRP, 1996/98),C.E. (RACCOMANDAZ. 519/99) E “5 saggi” IT. (2003)
· L’UNICO EFFETTO ACCERTATO DEI C.E.M. SULL’UOMO E’ L’EFFETTO TERMICO
· C’È POSSIBILITÀ DI EFFETTI ACUTI, DANNOSI ALLA SALUTE, SE IL RISCALDAMENTO DEI TESSUTI  SUPERA 1° C;
· CIÒ SI VERIFICA SE LA QUANTITÀ DI ENERGIA EM (S.A.R., cioè la quantità specifica di energia assorbita)
SUPERA 1- 4 WATT/KG PER 30’ SU UN ADULTO A RIPOSO;
· INTRODUCENDO UN FATTORE DI RIDUZIONE = 10 PER LE ESPOSIZIONI LAVORATIVE, SI OTTIENE 0,4 W/KG;
· INTRODUCENDO UN ULTERIORE FATTORE DI RIDUZIONE = 5 PER LE ESPOSIZIONI NON LAVORATIVE, SI OTTIENE 0,08 W/KG;

SE SI ADOTTANO LE LINEE GUIDA ICNIRP / OMS / C.E.:

NESSUN VALORE DI CAUTELA PER ESPOSIZIONI PROLUNGATE E “SOGGETTI SENSIBILI“;

· NON SI APPLICA IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE;
· NON SI TIENE CONTO DI:
EFFETTI ACUTI ( BIOLOGICI E SANITARI) DOVUTI A MECCANISMI D’AZIONE NON TERMICI
EFFETTI BIOLOGICI E SANITARI A LUNGO TERMINE

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